Il nuovo modo di leggere Napoli

Terremoto Centro Italia: bufale e truffe impazzano soprattutto sul web

di / 0 Commenti / 160 Visite / 29 agosto, 2016

51786_hCome se non bastassero le sciagure, i drammi e i disagi generati dal terremoto, in quanto calamità naturale, anche l’essere umano decide di metterci lo zampino, dimostrando come e quanto l’umanità sappia rivelarsi un cinico e ardo contenitore di azioni ed intenzioni opportunistiche.

Bufale e truffe popolano puntuali i social network in queste ore di dolore e di emergenza per il terremoto che ha colpito il Centro Italia. Come sempre accade in occasione di fatti simili. D’altronde gli sciacalli non si muovono solo fra le macerie reali, ma sanno palesarsi con astuta agilità anche tra le crepe del mondo virtuale.

Diffondendo notizie inventate di sana pianta, rilanciando bufale, proponendo soluzioni impraticabili, sfruttando l’onda emotiva per rinforzare tesi insostenibili. Sempre e rigorosamente facendo leva su quei morti e feriti, su quelle scene di dolore e devastazione.

La pole position spetta di diritto alla notizia del presunto taroccamento della magnitudo del sisma (da 6.2 a 6.0) per evitare che lo Stato debba accollarsi i costi della ricostruzione. La responsabilità sarebbe di una presunta legge voluta dall’allora governo presieduto da Mario Monti che fisserebbe la soglia del rimborso a 6.1 gradi. Nulla di più inventato. La bufala, circolata già in passato, si aggancia a un articolo del decreto-legge n.59 del 15 maggio 2012 poi convertito nella legge n.100 del 12 luglio 2012, quello di riordino della Protezione civile. Quell’articolo, che prevedeva l’assicurazione privata per i rischi derivanti da calamità naturali, fu soppresso al momento della conversione. Nessun limite risulta da nessuna parte del testo (approvato pochi giorni prima del terremoto che colpì l’Emilia-Romagna) e in ogni caso i risarcimenti vengono calcolati sulla base di un’altra scala, la Mercalli-Cancani-Sieberg, che valuta l’intensità del sisma in termini di danni prodotti sul territorio e non in base alla magnitudo della scala Richter. Sono nozioni che s’insegnano in terza elementare.

Un’altra bufala è quella del jackpot del SuperEnalotto da destinare alla ricostruzione. L’hanno lanciata alcuni politici, contribuendo così alla confusione: su tutti Antonio Boccuzzi del Pd e Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia. Innescando anche numerose petizioni su Change.org e Firmiamo.it e il coinvolgimento di star come Fiorello. Peccato che la Sisal sia una società privata che gestisce il concorso su concessione statale. Al massimo si potrebbe lavorare sulla tassazione collegata (o spingere Sisal a una donazione indipendente) ma certo è impossibile sottrarre quel montepremi maturato nel corso dei mesi in virtù delle puntate dei giocatori, che scommettendo firmano di fatto un contratto con la società in base al quale questa si impegna a redistribuirlo in caso di vittoria.   Di sciacallaggi digitali se ne stanno vedendo molti. Da personaggi di dubbia notorietà che non riescono a contare fino a 10 prima di scrivere ad altri che utilizzano la tragedia come pretesto da servizio fotografico fino, appunto, alle amarissime panzane. Come quella sui rifugiati e sul loro “pocket money” (che alcuni, come a Gioiosa ionica, hanno perfino deciso di donare): non si tratta certo dei 30 euro al giorno (spesso soglia massima), che servono alla totalità delle spese per la loro ospitalità, ma di 2,5. Affitto del locale, costi di gestione, pulizia, vitto: c’è tutto, in quella quota giornaliera da 30 euro versata dallo Stato in base a bandi locali dei comuni su indicazione ministeriale attingendo a fondi in buona parte europei a ciò dedicati e non destinabili altrove.

In queste ore si sono poi registrate bufale sulle reti idriche danneggiate e sull’acqua non potabile, smentite dalle aziende che se ne occupano, su presunti rischi di tsunami elettromagnetici e sugli ormai tristemente noti terremoti artificiali, oltre che su un altro motivo ricorrente delle situazioni post-sisma: la loro prevedibilità e periodicità, visto che secondo molti stregoni “avverrebbero di notte e col caldo”. Una tesi che non ha alcun fondamento scientifico né nel primo caso né nel secondo: basta sfogliare il drammatico catalogo dei terremoti degli ultimi mille anni per coglierne l’assoluta casualità. Nullo anche il collegamento con la meteorologia. Si possono al contrario elaborare mappe di rischio, studiare le serie storiche, determinare aree e zone in maggiore pericolo. Ma di modelli attendibili di previsione non c’è purtroppo alcuna possibilità di stilarne. E la comunità scientifica internazionale è spesso tornata sul punto. Quando ce ne sono – e in questo caso non ce ne sono state – neanche le avvisaglie, i cosiddetti “foreshock”, fanno fede e non possono che essere collegati con nesso causale solo a posteriori.

Altro giro, altra bufala. Come quella rilanciata da un post di Tristano Quaglia, già candidato per la “Lega – Noi con Salvini” per il Comune di Roma 2016. Non si sa se sia lui l’autore del fake. Di sicuro l’ha condiviso. Così il falso screenshot di uno strillo dalla pagina Facebook di Repubblica.it, dal titolo traballante “Marche: scavano sino al ferimento pur di estrarre quanti più possibile dei nostri connazionali” con l’immagine degli extracomunitari con mani insanguinate seduti sul retro di un camion è diventato virale. A corredo un commento: “Repubblica ha pubblicato questa foto con relativo articolo in cui si esaltano le qualità dei clandestini extracomunitari, al fine di far accettare agli italiani l’invasione africana in atto. Rei di queste azioni sono i partiti golpisti al governo oltre a Renzi, Boldrini, Bergoglio e al presidente della Repubblica attuale”. Peccato che non ci sia nulla di vero: l’immagine riguarda il terremoto di Haiti ed è stata copiata dall’autore del fotomontaggio da un sito sull’evento, peccato che su Repubblica.it non sia mai stata pubblicata questa foto e nemmeno la notizia sui migranti che scavano sino al ferimento perché trattasi di una notizia inesistente.

Per i teorici delle scie chimiche la prova che il sisma ha un’origine artificiale sta in una foto delle nuvole sopra il centro Italia la sera prima della scossa più forte. “C’entra forse qualcosa il programma segreto di aerosolchemioterapia bellica che la NATO manda in onda dal 2002 – si legge ad esempio su un sito complottista – a base di irrorazioni aeree di alluminio e bario che rendono l’aria maggiormente elettronconduttiva, in modo da consentire alle onde elf di colpire le faglie sismiche attive?”. Secondo un altro sito invece “Già dal 1956 la NATO, e governi USA & Italia hanno concesso enormi quantitativi di residuati bellici per fare esperimenti sui terremoti”. Sempre seguendo il filone ‘esperimenti segreti’ c’è chi incolpa il Laboratorio del Gran sasso dell’Infn, soprattutto per il fatto che è scavato proprio sotto la montagna e opera di concerto con il Cern, altro fulcro di teorie complottiste sui propri esperimenti.

Sul web c’è chi invece ritiene il terremoto non opera dell’uomo, ma addirittura un castigo divino. “La tragedia del terremoto ci interroghi sui nostri peccati e sull’abominio delle unioni civili”, scriveva ad esempio qualche giorno fa l’organizzazione Militia Christi in un tweet poi rimosso, ma il concetto è espresso anche da altri gruppi ultra-cattolici. Uguale indignazione ha suscitato poi il post di una ex partecipante del Grande Fratello ora paladina del veganesimo che attribuiva il disastro al ‘karma’ perchè Amatrice è la patria dell’amatriciana.

Intorno a queste grandi bufale sui social network se ne sviluppano a decine, che ruotano sostanzialmente intorno alla mistificazione di immagini di altri eventi, alla fantasiosa variazione sulla solidarietà giunta dal mondo (è il caso dei 10mila uomini della protezione civile russa in marcia verso il nostro Paese) o a varie tipologie di fondamentalismo. È per esempio accaduto con la foto di un bimbo estratto dalle macerie 22 ore dopo il sisma, in realtà presa dal terremoto di Katmandu del 25 aprile 2015. Oppure altre immagini, come quelle di una chiesa in Emilia risalente al sisma di quattro anni fa.

 

Il tuo commento

Email (non sarà pubblicata)