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Lo “scugnizzo liberato” compie un anno

di / 0 Commenti / 228 Visite / 28 settembre, 2016

weLo Scugnizzo Liberato, centro di attività sociali e culturali e laboratorio di mutuo soccorso dal basso situato all’interno dell’ex Carcere Minorile Filangieri, festeggia il primo anno di attività con una giornata di festa.

La mattina sarà dedicata alla visite guidata del complesso monumentale che ospitava il carcere, il cinquecentesco convento delle Cappuccinelle, con la chiesa neoclassica, il teatro voluto e finanziato da Eduardo De Filippo durante i suoi anni da senatore a vita, e la terrazza con vista mozzafiato sul golfo di Napoli.

Dopo pranzo, vanno in scena le attività portate avanti in quest’anno di autogestione : performance di tessuto e trapezio a cura della Palestra Rukeli, una roda di capoeira a cura dell’associazione Segunda Geraçao, estratti dagli spettacoli delle compagnie teatrali che durante tutto l’anno hanno utilizzato il teatro Eduardo dello Scugnizzo Liberato. Durante tutta la giornata, mostre fotografiche, giochi ed attività per i più piccoli e un’area free skate.

La serata sarà dedicata alla musica dal vivo: Francesco Santagata, musicista attivo da anni nel campo delle colonne sonore teatrali, presenterà insieme alla sua band il primo disco, prodotto insieme al collettivo NaDir; a seguire, il racconto della storia dello Scugnizzo Liberato inframmezzato dalla musica di GNUT, accompagnato da Roberto Colella, Alessio Sollo, Nelson, Balsamo e tanti altri, e la partecipazione speciale di Francesco Di Bella, in versione chitarra e voce con alcuni classici dei 24 Grana ed estratti dal suo disco solita in uscità. A chiudere la serata, il concerto dei LA TERZA CLASSEe, affermata formazione folk/country/bluegrass napoletana reduce dalla pubblicazione di un documentario girato inseguendo le radici del blues negli Stati Uniti.

 

Lo Scugnizzo Liberato nasce il 29 settembre 2015, quando gli attivisti della campagna Scacco Matto, in occasione delle quattro giornate di Napoli, entrano nell’ex carcere minorile Filangieri atraverso quel portone da cui gli scugnizzi del riformatorio, settant’anni prima, erano usciti per dare il loro contributo alla cacciata dei nazifascisti dalla città.

I 16.000 metri quadri della struttura, abbandonati da decenni, erano in condizioni di degrado assoluto; un anno dopo, dove c’erano calcinacci e detriti ci sono ci sono aule per lezioni di lingua per migranti e dai migranti e per un doposcuola dedicato agli scugnizzi del quartiere; una palestra popolare ogni giorno più viva e attrezzata, un punto di raccolta abiti per senzatetto, uffici per sportelli di sostegno ai migranti, ai lavoratori dell’arte, alle fasce subalterne della città; iniziative di politiche e culturali di ogni tipo, compagnie teatrali e circensi e i concerti dei migliori musicisti della scena napoletana nel teatro costruito da Eduardo De Filippo. Tutto ottenuto grazie agli sforzi e di tante e tanti abitanti dell’Avvocata e di tutta la città, sperimentando per la gestione di questi spazi un metodo di decisione comune che potesse realmente restituirli alla collettività, creando una comunità che va ben oltre il collettivo Scacco Matto. Oggi lo Scugnizzo Liberato è un bene comune, riconosciuto anche la delibera comunale 446/2016.

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