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Save the Children: La drammatica situazione dei bambini italiani

di / 0 Commenti / 112 Visite / 20 novembre, 2016

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Nel nostro paese circa un minore su tre è a rischio povertà. Una povertà trasversale, che spazia dalla mancanza di un’abitazione alle ristrettezze economiche, da problemi di salute a carenze educative.

Questa triste fotografia dell’Italia è protagonista dell’Atlante dell’Infanzia a rischio 2016 di Save the Children– l’Organizzazione internazionale dedicata dal 1919 a salvare i bambini in pericolo e a promuoverne i diritti – che quest’anno, per la prima volta, viene pubblicato da Treccani e sarà disponibile nelle librerie italiane da inizio dicembre 2016.

Ebbene la situazione appare allarmante: più di 1 minore su 4 abita in appartamenti umidi, mentre l’abitazione di oltre 1 bambino su 10 che vive in famiglie a basso reddito non è sufficientemente luminosa.  Uno su 5 abbandona la scuola precocemente, 1 su 3 non raggiunge competenze minime in matematica e lettura.

I dati elaborati mostrano quanto sia grave la situazione in Campania, dove 1 su 5 abbandona la scuola precocemente, 1 su 3 non raggiunge competenze minime in matematica e lettura. Ed è sempre la Campania, secondo Save the Children, a raggiungere i livelli più alti di obesità infantile, in Italia. In Campania, 3 bambini su 4 tra i 6 e i 17 anni non hanno visitato mostre o musei nel 2015 (70%), mentre più di 4 su 5 non sono andati a concerti musicali (81,9%).

Al contempo, i dati più elevati riguardo alla dispersione scolastica al Sud si evidenziano principalmente in Sicilia e in Sardegna (24,3% e 22,9%), dove un giovane su 4 in età compresa tra i 18 e i 24 anni (24,3%) interrompe gli studi, fermandosi alla licenza media inferiore, a fronte di una media nazionale del 14,7%. Inoltre, un alunno 15enne siciliano su 3 non raggiunge le competenze minime in matematica e in lettura e più di 1 bambino o ragazzo tra i 6 e i 17 anni su 2 non legge neanche un libro all’anno.

Maglia nera anche alla Puglia, dove la percentuale dei bambini e dei ragazzi fino a 17 anni in povertà relativa supera di molto la media italiana: il 32% rispetto al 20%. Ma il disagio sociale è presente anche al Nord, specie in Emilia Romagna: la percentuale di giovani emiliani tra i 18 e i 24 anni che hanno abbandonato precocemente gli studi, fermandosi alla licenza media, tocca il 13,3%, con un’incidenza maggiore tra i maschi (16,4%).

I dati fin qui elencati evidenziano una situazione drammatica nel nostro Bel paese, specie nel Meridione, colpito maggiormente dalla crisi economica. Ciò che è certo, è che i diritti dei bambini andrebbero difesi e tutelati ad ogni costo, e lo Stato dovrebbe farsi garante di ciò attuando politiche economiche adatte a promuovere un cambio di rotta in un paese che si colloca agli ultimi posti in Europa negli investimenti per l’infanzia.

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