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“Le Scianel della camorra prestate a Gomorra”: Rosaria Pagano

di / 0 Commenti / 4978 Visite / 28 aprile, 2017

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Il clan Amato-Pagano è l’organizzazione camorristica, capeggiata da Raffaele Amato e Cesare Pagano, più noti con il nome di “Scissionisti”, poiché insorto proprio in seguito alla scissione avvenuta nel 2004 dal clan Di Lauro che ha dato luogo alla faida di Scampia.

Filoni camorristici legati agli Scissionisti si trovano anche nelle altre zone circostanti quali Casalnuovo di Napoli, Casavatore, Melito di Napoli, Mugnano di Napoli, oltre che in Spagna, a Barcellona, e per questo motivo vengono chiamati gli “spagnoli”.

Raffaele Amato, soprannominato ‘o Spagnuolo, inizia la sua carriera criminale negli anni novanta lavorando come killer per il clan Di Lauro contribuendo ad ottenere l’egemonia sul territorio di Napoli. Allontanatosi dall’Italia, al suo ritorno nell’ottobre 2004 ha abbandonato il clan Di Lauro, dando vita al clan degli Scissionisti e inizio alla feroce faida di Scampia.

Fuggito in Spagna nel dicembre 2005, ha continuato da lì a gestire i traffici di droga, in particolare di cocaina. È stato arrestato a Marbella il 17 aprile 2009 dagli agenti napoletani dell’antidroga con l’accusa di otto omicidi commessi fra il 1991 e il 1993, nella faida di Mugnano.

Cesare Pagano, fino al suo arresto nel luglio 2010, è stato nella “lista dei più ricercati d’Italia” del ministero italiano degli Interni già da marzo 2009, per associazione camorristica, traffico internazionale di stupefacenti e altri reati.

Pagano, cognato di Amato, diventa uno dei leader e fondatori del cartello ‘scissionista’ di Secondigliano. Il clan Amato-Pagano ha iniziato una guerra, nota come la faida di Scampia, con il clan Di Lauro per assumere il controllo della principale piazza di spaccio di droga di Napoli che ha provocato la morte di circa 70 persone tra il 2004 e il 2005.

L’8 luglio 2010, Pagano e altri due uomini – tra cui il nipote latitante Carmine Pagano – sono stati arrestati in una villa sulla spiaggia di Licola, vicino alla città di Pozzuoli, sul litorale nord della città.

Un clan che ha introdotto una nuova “moda” in termini di affiliazione: i membri dell’organizzazione erano soliti indossare t-shirt con le stampe degli attori più celebri del cinema hollywoodiano.

Il 16 febbraio 2016, davanti alla IV sezione della Corte di Assise d’Appello di Napoli presieduta dal giudice Domenico Zeuli, Cesare Pagano si dissocia dal suo passato e dalla camorra, confessando di essere il mandante dell’omicidio di Salvatore Dell’Oioio e di Carmine Amoruso, avvenuti nel 2005: la dissociazione avviene mentre è in video-conferenza dal carcere di Ascoli Piceno.

Il clan Amato-Pagano, costituito in origine dagli “scissionisti” del clan Di Lauro, non controlla più in regime di monopolio nell’area nord di Napoli il traffico di cocaina, ma agisce in concorrenza con un altro gruppo criminale, le “Cinque famiglie di Secondigliano”, che utilizzano canali alternativi di approvvigionamento della droga creati dal pregiudicato Mario Avolio, 51 anni, ex esponente di spicco degli ”scissionisti”.

Questo è quanto accertato le indagini della Squadra Mobile di Napoli, che durante la mattina del 17 gennaio, ha eseguito 17 arresti (14 in carcere, 3 ai domiciliari) nei confronti di altrettanti sospetti affiliati alle due organizzazioni camorristiche.

Le indagini della Squadra Mobile di Napoli, coordinate dalla DDA, che si sono avvalse delle rivelazioni di alcuni collaboratori di giustizia, hanno anche individuato beni ed attività economiche nei quali sono stati investiti dal clan i profitti del traffico di droga. La DDA ha chiesto il sequestro preventivo di quote societarie, conti correnti, depositi bancari e beni immobili riconducibili a referenti delle due organizzazioni criminali.

Sotto la guida di Rosaria Pagano, 52 anni, moglie di Pietro Amato, fratello del defunto boss degli “scissionisti” Raffaele Amato, e madre di Carmine Amato, già indagato in diversi processi di camorra, il clan Amato-Pagano, tuttavia è riuscito a mantenere quote importanti nello spaccio di droga nella periferia nord di Napoli, e tendeva a riaffermare la propria supremazia.

Rosaria Pagano, proprio come la “Scianel di Gomorra”, sorella di “Zecchinetta” e madre di Lelluccio, eredita la piazza di spaccio gestita dal fratello, in seguito alla sua morte, avvenuta per mano dei ragazzi di Genny Savastano, nell’ambito di una faida interna tra “vecchie e nuove” leve del clan. Inizialmente membro dell’alleanza, dopo i dissidi con “i ragazzi del vicolo”, Annalisa Magliocca detta Scianel, perché grande intenditrice di profumi, fa uccidere ’o Track, per vendicarsi della morte del fratello Zecchinetta, ucciso da quest’ultimo, e per il fallito attentato al figlio Lelluccio. Successivamente Marinella, moglie di Lelluccio, la vende alla polizia per vendicarsi dell’uccisione dell’amante Mario. Di conseguenza, Scianel passa dalla parte di don Pietro Savastano ma viene venduta dal boss, che manda i Ragazzi del Vicolo ad ucciderla, riuscendo però a fuggire in auto. Dopo essersi allontanata, Scianel viene fermata ad un posto di blocco della polizia, venendo dagli agenti riconosciuta ed arrestata.

Sorte analoga a quella di Rosaria Pagano, esponente del clan camorristico Amato Pagano, uscito vincente dalla faida di Scampia che controlla il traffico di stupefacenti a Napoli e in buona parte dell’area metropolitana della città, da decenni a Melito e Mugnano.

La donna è stata trovata dagli agenti a casa dell’amante e tratta in arresto.

La Pagano, alla vista degli uomini in divisa è apparsa tranquilla e ha dichiarato: “State calmi, noi siamo Amato Pagano e sappiamo come comportarci”.

Nella casa di Rosaria Pagano sono stati trovati beni di altissimo valore come oro, televisore al plasma e una palestra.

Di recedente, Rosaria Pagano è stata menzionata nelle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia: la donna-boss pagava solo le persone che lavoravano con lei e i detenuti di prestigio del clan Amato. Una decisione presa da Cesare Pagano e che è rimasta una legge inviolabile del clan. Cosa che non andava giù ad alcuni membri del cartello criminale.

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