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Prostata, vescica e rene sono i tumori più diffusi in Campania: al un Piano diagnostico terapeutico assistenziale certificato

di / 0 Commenti / 81 Visite / 31 ottobre, 2019

ospedale-cardarelli I carcinomi della prostata, del testicolo, del rene e della vescica sono
in Campania tra i tumori più diffusi. Le stime, al ribasso, parlando di
circa 6.000 nuovi casi l’anno e più di 15.000 uomini che secondo convivono con queste neoplasie. Dati preoccupanti per i quali una risposta efficace arriva dall’ospedale Cardarelli. L’azienda ospedaliera, la più grande del Mezzogiorno, lancia un Percorso diagnostico terapeutico
assistenziale(Pdta) per il trattamento dei tumori della prostata, del
testicolo, del rene e della vescica. Il Percorso diagnostico terapeutico
assistenziale per queste neoplasie ha ottenuto ora la certificazione UNI
EN ISO 9001:2015 dall’Ente internazionale Bureau Veritas, nell’ambito di un progetto che è stato reso possibile grazie al sostegno incondizionato di Astellas e al supporto organizzativo di OPT, il provider deputato a preparare i Centri alla certificazione. Con questo programma di
certificazione il Cardarelli di Napoli, riferimento regionale per
l’oncologia, l’urologia e il pronto soccorso, si propone sempre più come
punto di attrazione per la gestione e il più efficace trattamento del
paziente oncologico e, nel caso specifico, del paziente affetto da
neoplasie della sfera uro-genitale maschile, che rappresentano patologie
molto frequenti tra i giovani e gli over 65.

«Un nuovo e importante passo avanti nella ricerca dell’eccellenza – dichiara Giuseppe Longo, Direttore
Generale Ospedale Cardarelli di Napoli – Un percorso che il Cardarelli sta
affrontando con impegno e decisione sia nell’area dell’emergenza, sia in
quella dell’elezione. Il Cardarelli, infatti, si pone come punto di
riferimento non solo per i cittadini della Campania, ma anche per quelli
che da altre regioni scelgono noi nella consapevolezza di poter trovare
grandi professionalità, tecnologie e tecniche all’avanguardia e Pdta
certificati. Una realtà che permette alla nostra regione di fare un
ulteriore salto in avanti nell’attuale percorso di miglioramento dei
livelli assistenziali».

Obiettivo del Pdta è assicurare al paziente una presa in carico rapida,
efficace ed efficiente, tale da garantirgli un’offerta ampia e innovativa
di opportunità diagnostiche, terapeutiche e assistenziali secondo le più
recenti Linee guida internazionali. Il lavoro che ha portato alla
certificazione del Pdta uro-genitale dell’Ospedale Cardarelli è iniziato
molti anni fa nel 2014 con il carcinoma del rene; nel tempo la
riorganizzazione dei percorsi si è estesa a tutto il settore delle
patologie uro-genitali oncologiche maschili che rappresentano un’area ad
alta densità numerica. «Dopo aver realizzato il Pdta nella realtà del
Cardarelli – spiega Giacomo Cartenì, già Direttore dell’Unità Operativa
Complessa di Oncologia Medica – abbiamo anche iniziato ad accogliere tutti
i pazienti oncologici che si presentano al pronto soccorso e così facendo
abbiamo anche scoperto che il 52% di questi pazienti è a una prima
diagnosi di tumore. L’innovatività sta nel fatto che questi pazienti sono
presi in carico e iniziano un percorso ambulatoriale organizzato ad hoc.
Grazie a questo nuovo modello offriamo una presa in carico all’interno di
un setting assistenziale diverso dal tradizionale ricovero, che passa per
l’ambulatorio e il day hospital ma con la sorveglianza di uno specialista
oncologo o urologo».

Il percorso è imperniato su un team multidisciplinare, che si fa carico del paziente, lo accompagna e rende
meno arduo il passaggio da una fase all’altra della malattia. «Sono stati
organizzati i GOM, Gruppi Oncologici Multidisciplinari – dice Paolo
Fedelini, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Urologia – che
comprendono un oncologo, un urologo e un radioterapista oltre
all’infermiere case manager che raccoglie le richieste, le organizza e
convoca il GOM di volta in volta per discutere i casi singoli. Questo
approccio è utile per il paziente che sa di essere gestito e di ricevere
una diagnosi e un trattamento che sono la conseguenza di scelte condivise
all’interno del team multiprofessionale con uno standard di qualità molto
alto».

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