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Influenza, in Campania brusco aumento dei casi, i più a rischio sono i bambini

di / 0 Commenti / 88 Visite / 18 gennaio, 2020

Prevenire-linfluenza-nei-bambini «Quello che si sta verificando è il brusco aumento del numero di casi di sindrome
simil-influenzale soprattutto nei più piccoli; i nostri studi sono sotto
pressione come poche volte è successo negli ultimi anni, viaggiamo ad una
media di 50 visite al giorno». Antonio D’Avino, vicepresidente nazionale
della FIMP, accende un faro su una situazione che sta diventando “molto
calda” e che nei prossimi giorni rischia di degenerare in un massiccio e
inappropriato, intasamento del pronto soccorso del Santobono. In linea
generale, guardando a tutti i casi di influenza, in Italia l’incidenza
totale è pari a 6,2 casi per mille assistiti. Ma i più colpiti sono i
bambini al di sotto dei cinque anni, per i quali si osserva un’incidenza
pari a 10,7 casi per mille assistiti. «Ci capita, purtroppo, di assistere
ad una vera e propria corsa agli antibiotici, che in moltissimi dei casi
non servono a nulla. Anzi, si crea solo un danno perché si genera quella
che in gergo si chiama antibiotico-resistenza, riducendo nel tempo la
possibilità di cura verso molti ceppi di batteri», spiega D’Avino. Il
pediatra aggiunge che alcuni genitori arrivano addirittura a “prescrivere”
in autonomia l’antibiotico, utilizzando confezioni che hanno in casa per
precedenti terapie. «Comportamenti sconsiderati- dice – che vengono
adottati spesso sulla scia di quanto letto sul web, o peggio ancora nella
convinzione di poter sostituire con qualche sito internet le competenze
del pediatra». Ecco perché dalla FIMP Napoli arriva un invito a non
adottare comportamenti inadeguati. «Nonostante il super lavoro di queste
settimane – dice D’Avino – tutti i pediatri di famiglia sono sempre pronti
a dispensare utili consigli e visitare i piccoli. Inoltre, siamo in attesa
che vengano attuate le disposizioni della legge di bilancio 2020: non
appena saranno disponibili le apparecchiature diagnostiche di primo
livello i pediatri di famiglia potranno ulteriormente venire incontro ai
bisogni di salute dei piccoli assistiti E concluderanno con più facilità
il percorso di diagnosi e cura nel proprio studio professionale, senza
ricorrere a figure professionali esterne».

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