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Al Trianon fino al 23 febbraio: “Tre pecore (molto) viziose” di Fabio Brescia, spettacolo da non perdere

di / 0 Commenti / 174 Visite / 16 febbraio, 2020

locandina_r La celebre commedia di Eduardo Scarpetta rivive sul palco del Teatro Trianon Viviani di Napoli fino al 23 febbraio, rinvigorita da una comicità esilarante, grazie al poliedrico talento artistico di Fabio Brescia che si rivela un animale da palcoscenico di razza rara.

La frase di Hannequin, ripresa da Scarpetta, riproposta da Brescia in una versione rinnovata ed attualizzata.

Il punto di forza delle tre pecore (molto) viziose di Fabio Brescia è una comicità sferzante, cinica, moderna. Battute esilaranti si ripetono, mantenendo vivi i tempi della commedia che non contempla momenti morti, coinvolgendo e divertendo lo spettatore e tenendo ben lontano dal palco lo spettro della noia.

Una commedia che accende i riflettori sul “dramma” sempreverde del potere matriarcale e dell’uomo “debole”, spalancando le porte di una casa in cui a portare i pantaloni è un’irriverente ed austera donna. Scarpetta sviluppò la trama collocandola nella Napoli della sua epoca, Brescia ripete la stessa operazione, attualizzando il testo radicandolo nell’era della quota 100, dei selfie e delle psicosi da social network.

Attore, conduttore radiofonico e televisivo, scrittore, Brescia è autore di tutti i testi che mette in scena. Inizia a recitare con Luisa Conte, Tato Russo e Carlo Giuffrè, per poi creare, tredici anni or sono, la propria compagnia costituita solo da attori uomini per tutti i ruoli, riprendendo così il modello del teatro greco e di quello elisabettiano.

 «Dopo “Tanta Miseria e poca Nobiltà”, “Lo chiamavano Scarfalietto” ed “È proprio una Santarella”, “Tre pecore (molto) viziose” chiude la tetralogia scarpettiana della mia compagnia teatrale – spiega Brescia –, tutta all’insegna di una comicità sferzante, cinica e moderna che scaturisce dall’assoluta attualità dei temi di Eduardo Scarpetta».

«Sul piano della messa in scena – prosegue Brescia – ci sono tutti gli elementi distintivi delle nostre produzioni: la centralità dell’attore, una scenografia scarna e la recitazione veloce, quasi televisiva».

In scena, con Brescia, Ciro Sannino, Mattia Grillo, Rino Grillo, Rosario Ippolito, Mariano Grillo, Stefano Ariota, Marco Marchitelli, Ernesto Sottolano, Moreno Granata, Nicola Vorelli, Giorgio Sorrentino e Salvatore Totaro.

Una performance da applausi quella di Fabio Brescia e della sua compagnia che rappresenta la felice ed ulteriore  dimostrazione che “quel teatro” è eterno nei contenuti come nella possibilità di messa in scena e se plasmato da mani capaci e lungimiranti, può perfino rinvigorirsi di nuova linfa e assumere la connotazione della commedia moderna, ma pur sempre esilarante.

Uno spettacolo capace di regalare una serata all’insegna della spensieratezza e della comicità genuina che gli amanti delle sane risate e del teatro di qualità non possono assolutamente lasciarsi scappare.

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