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Coronavirus, Chef Cracco cucina per gli operai dell’ospedale di Milano

di / 0 Commenti / 134 Visite / 22 marzo, 2020

cropped-craccomilano5-e1584806328694-1-780x405 L’emergenza coronavirus sta richiamando gli italiani a riscoprire il senso della vita e i valori realmente importanti. Tantissimi imprenditori e commercianti, ma anche semplici massaie e volontari, stanno dando il loro personale contributo alla causa cucendo mascherine da distribuire gratuitamente, così molti personaggi del mondo dello spettacolo si stanno rendendo utili in vario modo.

Anche lo chef Carlo Cracco ha risposto con i fatti e ha deciso di dare il suo contributo all’emergenza coronavirus, al fianco degli operai nel cantiere del nuovo ospedale alla Fiera di Milano City. Con la sua squadra del ristorante in Galleria prepara i pasti per gli operai e si dice pronto a continuare anche quando la struttura sarà funzionante. In effetti, i suoi locali in città, come tutti gli altri, sono chiusi e lo chef ha deciso di continuare a darsi da fare per chi ha più bisogno.

Lo chef ha deciso di rendersi utile per aiutare gli addetti che lavorano giorno e notte e consapevole del fatto che il cantiere è sprovvisto della mensa, ha pensato di sopperire allo stop forzato in virtù della chiusura dei ristoranti, rimboccandosi le maniche per preparare da mangiare a chi sta impiegando tempo ed energie per garantire un nuovo presidio ospedaliero ai tanti malati di covid-19.

Una notizia trapelata sui social e divulgata dalla moglie di uno degli operai che con sommo stupore, nel corso di una telefonata, le aveva spiegato che non avrebbe più consumato panini perchè uno chef d’eccezione si era offerto di cucinare per loro. La donna ha quindi pensato di divulgare la notizia pubblicando un post su faceook in segno di ammirazione e riconoscenza verso il celebre chef.

La Fondazione Fiera e la Regione non se lo sono fatto ripetere e così, indossati mascherina, guanti e casacca bianca da chef, il famoso stellato ha preparato per cominciare un’insalata di riso con verdure e una frittata con verza, zucca e castagne. Circa cento porzioni al giorno, un menù che varia quotidianamente, e il servizio per la consegna della “schiscetta” agli operai.

Inoltre, lo chef ha manifestato la volontà di continuare a dare il suo contributo, anche al termine dei lavori per rifornire le mense anche quando l’ospedale sarà pronto.

 

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