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Napoli: troppi passeggeri sui bus, sassaiola contro mezzi che saltano le fermate

di / 0 Commenti / 51 Visite / 5 maggio, 2020

ANM Nel corso della seconda giornata della Fase 2 a Napoli non si registrano particolari disagi e disfunzioni sul trasporto pubblico cittadino. Gli unici problemi sono stati segnalati sulla linea 621 che sostituisce la funicolare di Mergellina, dove il personale Anm, prima di poter partire, ha dovuto richiedere l’intervento delle forze dell’ordine per disordini dovuti alle insistenze dei passeggeri che non volevano rispettare la capacità massima ad oggi consentita sui bus.

“È una situazione assurda – denuncia l’Usb – che è determinata dalla chiusura della funicolare e dall’orario ridotto di esercizio della linea 621 la cui fruibilità può avvenire nella fascia oraria 7-10 e 17-19. Bisogna riaprire immediatamente la funicolare di Mergellina chiusa nella fase di lockdown per poter garantire la giusta offerta di mobilità”. In questi primi giorni i napoletani si sono rimessi in movimento si stanno dimostrando nella maggior parte dei casi rispettosi delle regole.

Sassi contro bus perché l’autista ha saltato alcune fermate per evitare assembramenti: secondo quanto denunciato da Alfonso Lagella segretario generale della Fit Cisl Campania e Ciro Montella coordinatore regionale aggiunto è accaduto sulle linee della Ctp, in particolare sulla tratta tra Napoli e Mondragone.

“Continua l’emergenza affollamento sulle linee della Ctp, in modo particolare sulla tratta Napoli-Mondragone dove, ad ogni fermata, gli autisti trovano ad attenderli gruppi di passeggeri, per lo più extracomunitari, che indisciplinatamente provano a salire a bordo senza rispettare le restrizioni imposte a contrasto della pandemia – spiegano – Raggiunto il limite consentito di utenti sul bus, l’autista può saltare le fermate per evitare gli assembramenti, ma quando è accaduto sono stati gettati sassi da parte di alcuni criminali appiedati alle fermate. Dobbiamo tutelare l’incolumità del personale e dei viaggiatori, non possiamo aspettare che accada l’irreparabile”.

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