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Le mascherine alta moda dello stilista partenopeo Luigi Bruno a favore dell’associazione Salvamamme

di / 0 Commenti / 62 Visite / 28 maggio, 2020

mascherina-3L’estro dello stilista Luigi Bruno è inarrestabie: il noto couturier partenopeo in questi mesi, oltre a continuare a ideare e produrre abiti da sposa e di alta moda, ha disegnato e messo in produzione una linea di mascherine (alcune abbinate ai suoi vestiti) che sono pensate per un ballo in maschera ma che sono a tutti gli effetti delle mascherine di comunità, ovvero “mascherine lavabili in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso” (prodotte ai sensi dell’art. 16, comma 2, del D.L. 18/2020, sotto la responsabilità del produttore che ne garanisce la sicurezza). I materiali utilizzati per la loro creazione non sono noti per causare irritazione o qualsiasi altro effetto nocivo per la salute e non sono altamente infiammabili.
Luigi, estroverso e geniale, ha vestito numerose donne dello spettacolo: Maria Giovanna Elmi, Alessandra Canale (per la quale ha disegnato l’abito nuziale), Matilde Brandi, Annalisa Minetti, mascherina-4Brigitta Boccoli, Nadia Bengala, Demetra Hampton, Eleonora Cecere, Naike Rivelli, Donatella Rettore, le compiante Marta Marzotto e Monica Scattini; e poi numerose principesse, contesse, marchese, direttrici di giornali, giornaliste, inviate televisive, etc. Ha partecipato a diversi programmi Rai e si è divertito accanto a Pupo su Sky in un campo non suo (la cucina). La sua collezione dedicata alle dive del cinema ha varcato l’oceano, è una delle più ricercate dai collezionisti. L’abito “Italia” fu esposto al Metropolitan Museum of Art (MET) di New York nel 2011, anno delle celebrazioni per i 150 anni del nostro amato Paese.
Gli abiti griffati “Luigi Bruno Haute Couture” vestono le donne residenti in diversi paesi del mondo: Italia, Inghilterra, Argentina, Scozia, Germania, Corea, Emirati Arabi, Norvegia, Finlandia. Perciò anche le sue mascherine in versione deluxe sono già sul volto di migliaia di persone che vogliono tutelarsi e tutelare dal contagio, ma con stile. Non si tratta di semplici mascherine usa e getta, ma di dispositivi che rispondono a pieno alle linee guida dettate dalle istituzioni e realizzate con tessuti lavabili. Parte del ricavato della loro vendita sarà devoluto in mascherina-2beneficenza all’associazione “I Diritti Civili nel 2000, Salvamamme Salvabebè” per supportare il progetto “La valigia di Salvataggio”.
Invito le donne a proteggersi ‘con il cuore’ – dichiara lo stilista -. Indossando le mascherine che ho realizzato potranno tutelare loro stesse e contribuire ad una giusta causa“.
La Valigia di Salvataggio“, è il progetto dell’Associazione Salvamamme rivolto a donne in fuga da situazioni di violenza. Donne che subiscono violenza da parte dei mariti, compagni o ex partner, che hanno lasciato la casa in cui vengono maltrattate. Ad ognuna viene donata una valigia per ricominciare piena di beni di prima necessità, informazioni salvavita e molto altro: l’essenziale per chi, con coraggio, ha deciso di contrastare la violenza, in fuga, magari senza nulla, ma mai sola. La valigia, e tutto ciò che essa contiene, vuole attutire il senso di rinuncia e di perdita mascherina-1 sostituendolo con l’idea  di un nuovo inizio,  attraverso  i  beni  consegnati  e attraverso l’insieme di azioni a sostegno della persona, così da rendere centrale e concreto il messaggio della ripartenza. L’associazone Salvamamme opera da oltre quindici anni intervenendo nei momenti cruciali dell’abbandono e della solitudine delle mamme e delle famiglie in condizioni di grave disagio socio-economico.  

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