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Lo storico Luigi Verolino racconta la storia della Cappella di Santa Valentina a Ponticelli

di / 0 Commenti / 167 Visite / 2 settembre, 2020

118700211_733484720827505_807174525959375418_oLo storico Luigi Verolino ha dedicato un post alla Cappella di Santa Valentina, uno dei tanti tesori del patrimonio artistico-culturale di Ponticelli sconosciuti a molti cittadini.
Attaccata alla Villa Petrone, poi Istituto Giuseppe Tropeano, è presente lungo la strada A. C. De Meis ai confini con Cercola, una cappella dedicata a Santa Valentina, probabilmente edificata nel XVIII secolo. Usata regolarmente dagli abitanti della contrada Censi dell’Arco, oggi è gestita dalla parrocchia di Cercola. Nel piccolo edificio sacro è deposta una bella immagine in cera di S. Valentina realizzata nel 1812 dallo scultore Benedetto Agrizzi, le cui opere adornano diverse chiese di Roma e il Monastero di Plasy (Repubblica Ceca). Alcuni suoi disegni sono conservati al Britisch Museum. All’interno della grande teca di vetro è conservata un’ampolla con il sangue della Santa.
Nella cappella sono presenti alcune lastre funebri della metà dell’800, che indicano la sepoltura di Filippo Petroni (Marchese della Padula) e di Michela Parascandolo, moglie di Francesco Petroni (Consigliere della Suprema Corte di Giustizia).
Sull’altare, infine, sono presenti due stemmi della nobile famiglia.
Tra le anziane che frequentano fin dai primi vagiti la cappella di Santa Valentina circola un leggendario racconto circa la sorte alla quale andò incontro la santa che fu uccisa poco più che adolescente: intenzionata a farsi suora, ma costretta dal padre a sposare un uomo, la giovane – secondo alcune – si sarebbe avvelenata oppure – secondo altre – sarebbe stata uccisa dallo stesso padre, inferocito per il diniego della giovane di assecondare la sua volontà per servire il Signore.

Santa Valentina si festeggia il 25 luglio, giorno in cui si commemora la vergine e martire che morì a Cesarea in Palestina con Thea e Paolo sotto la persecuzione di Massimiano nel 308. Valentina prese le difese di Thea, una prostituta che si ribellò al suo padrone. Il loro carnefice, dopo averle torturate, le condannò entrambe al rogo.

Seppure questa ricorrenza sia ai più sconosciuta e le donne che portano questo nome sono solite festeggiare l’onomastico il 14 febbraio, giorno in cui si celebra San Valentino, il “protettore degli innamorati”.

 

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