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Infermiere preso a pugni all’Ospedale del Mare: un punto di sutura e 7 giorni di prognosi

di / 0 Commenti / 375 Visite / 10 novembre, 2020

napoli-ospedale-del-mare-ianplus-dettaglio-facciata_oggetto_editoriale_h495L’emergenza covid non placa la violenza contro i camici bianchi.
La notte scorsa, all’Ospedale del Mare di Ponticelli è avvenuta la 48esima aggressione del 2020 ai danni del personale medico-sanitario della Campania.
A riferirlo è l’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate” in un post pubblicato su facebook.
Pugni in pieno volto e punti di sutura: questo il bilancio finale dell’ennesima aggressione ai danni di un infermiere del nosocomio di Ponticelli.
Raggiunto da due pugni in pieno volto che gli hanno spaccato la visiera, dispositivo di protezione individuale indispensabile per proteggere il personale medico dal Covid. L’infermiere ha riportato delle ferite medicate con due punti di sutura, oltre al forte shock per lo spiacevole episodio vissuto.
A fornire dettagli circa l’accaduto, – si legge nella nota – un articolo pubblicato su “Il Mattino”.

L’infermiere è stato preso a pugni in faccia, mentre stava assistendo, insieme ad un oss, una 48enne arrivata al pronto soccorso in barella.
Ad aggredire l’infermiere 36enne, i familiari della donna che, giunti con la propria automobile davanti all’ingresso del pronto soccorso di Ponticelli, hanno iniziato ad inveire contro il personale sanitario.
Per qualche istante, l’uomo e i due figli che avevano accompagnato la paziente in ospedale, si sono limitati a insulti e offese verbali, ma quando l’infermiere ha sistemato la 48enne sulla lettiga, sono proseguite le urla affinché si facesse il prima possibile, per poi passare alle “cattive maniere”, sferrando pugni in pieno volto all’infermiere. Il figlio 14enne della donna, ha ferito con un pugno in faccia l’infermiere che, nonostante tutto, ha continuato a prestare assistenza, dirigendosi verso l’area del codice rosso.
La donna, arrivata al pronto soccorso lamentando un dolore toracico, stava per entrare nella sala delle emergenze quando un secondo pugno, tirato dal figlio, ha colpito nuovamente l’infermiere che è rimasto tramortito. Poco dopo il secondo assalto, nel pronto soccorso, sono giunti i carabinieri allertati dai sanitari di turno, che hanno raccolto le testimonianze e verbalizzato l’accaduto, riportando ordine tra le mura ospedaliere.
L’infermiere è stato medicato e refertato con 7 giorni di prognosi e un punto di sutura.

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