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Camorra Ponticelli: esplosi due ordigni nella roccaforte del clan De Martino

di / 0 Commenti / 4112 Visite / 11 maggio, 2021

5830391_whatsapp_image_2021-03-14_at_08_52_51Un fragoroso boato ha turbato la quiete degli abitanti del quartiere napoletano di Ponticelli, poco dopo le 23 di stasera, martedì 11 maggio, rimarcando la necessità dei clan in lotta per il territorio di tornare ad abbracciare le armi.

Dopo le prime fibrillazioni registrate tra ottobre e novembre del 2020 e la ripresa delle ostilità rientrata nel vivo durante il mese di marzo, a fronte di un periodo di tregua durato circa 4 mesi, nelle ultime 24 ore ben due esplosioni a distanza ravvicinata sembrano ufficializzare il ritorno alle armi.

Stando a quanto emerso dalle segnalazioni dei residenti in zona, degli individui a bordo di un’auto avrebbero lanciato due ordigni dal cavalcavia della SS 162 dir indirizzandole verso la sottostante via Esopo, strada del rione Incis già teatro di recenti episodi di sangue, non ultimo il duplice agguato sfociato nell’omicidio del 29enne Giulio Fiorentino e nel ferimento del 23enne Vincenzo Di Costanzo, entrambi ritenuti contigui al clan XX, sigla identificativa del clan De Martino.

Secondo quanto riferito dagli abitanti del rione che hanno assistito alla scena, gli autori del gesto avrebbero agito con l’intento di centrare uno o più bersagli umani o comunque quasi sicuramente con l’intenzione di “colpire” il clan “XX”.

La zona è infatti ritenuta il quartier generale del clan rifondatosi sui relitti del clan De Micco tra la fine del 2017 e i primi mesi del 2018.

L’esplosione delle due bombe ha coinvolto almeno due vetture parcheggiate lungo la strada, teatro dell’ultimo eclatante sussulto di camorra.

Un episodio analogo si era verificato meno di 24 ore fa: l’esplosione di un ordigno ha infatti distrutto l’auto di un moto pregiudicato del posto nella zona delle Case di Topolino, in via Luca Pacioli. 

Sul posto sono accorsi i carabinieri che stanno presidiando via Esopo, mentre due pattuglie si sono portate sulla SS 162 dir all’altezza del tratto di cavalcavia dal quale gli autori del raid potrebbero essere entrati in azione per effettuare i rilievi del caso.

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