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Tenda in Piazza: tra sgombero e contestazioni

di / 0 Commenti / 104 Visite / 1 settembre, 2015

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E’ difficile ridurre all’obbedienza chi non ama comandare”: questa la frase riportata nello striscione accanto ad una tenda da campeggio posiziona da circa dieci giorni in una delle aiuole che costeggiano l’Università di Messina in via Tommaso Cannizzaro, dove una donna senza tetto ha deciso di sostarvi.

Numerose le segnalazioni fatte a tal proposito, l’ultima quella del consigliere comunale Piero Adamo:  “In questa Città, da quando è stato eletto Sindaco Renato Accorinti, ogni questione si è “integralizzata”, ogni vicenda è diventata occasione per contrapporre ideologie e valori. A dispetto dei verbali tentativi di “pacificazione” portati avanti dal Sindaco, la Città è sempre più terreno di scontro

Così è stato attuato un nuovo blitz delle forze dell’ordine nell’aiuola di via Tommaso Cannizzaro, tra l’Università e il Tribunale, per convincere la donna accampata da giorni a smontare la tenda e allontanarsi. L’intervento di una pattuglia della Polizia Municipale e dei Carabinieri ha portato però ad alcuni tafferugli con i pinellini, i giovani dei movimenti antagonisti che da ieri si erano uniti alla donna, a supporto della sua protesta contro il trattamento sanitario obbligatorio e i tentativi di sgomberarlo.

Infine il sequestro della tenda: due giovani sono stati portati in caserma e denunciati per resistenza. Con loro c’era l’avvocato Carmelo Picciotto che li assiste. Un vigile urbano, invece, ne è uscito con qualche graffio, probabilmente procurato smontando la tenda, conseguenti due giorni di prognosi.

La mia posizione su questa vicenda è chiara – sottolinea il consigliere Adamola tenda lì non ci può stare. Sono le regole base di una Comunità ad imporcelo. Se la signora ha bisogno di aiuto glielo si deve dare ed esistono due vie, gli assistenti sociali, che ho personalmente sollecitato preoccupandomi del profilo umano insieme a quello del decoro, e/o la “casa di Vicenzo”, iniziativa meritoria del Sindaco.”

Se la signora sta bene e non accetta aiuto – conclude – ma vuole semplicemente fare ciò che vuole, invece, la si faccia allontanare con tutti i poteri forniti dalla legge. Invito il Sindaco, sul punto, a prendere una posizione netta e precisa e lo invito anche a recarsi con me sui luoghi, con l’ausilio di tutti i soggetti competenti, per risolvere insieme la situazione che si protrae nel silenzio da inizio agosto. La città non può diventare luogo dell’anarchia. Farsi una passeggiata in un borgo della Città, cancellare una scritta da un monumento, pretendere che una tenda o uno stendino non stiano in mezzo alla strada o dinnanzi al Tribunale, non è di destra, non è di sinistra è solo buon senso

Si parla di “Intervento congiunto di vigili urbani e assistenti sociali, sgombero dell’accampamento. Avvio delle procedure per un trattamento sanitario obbligatorio”.  È lecito immaginare che il giovane consigliere comunale messinese autore di questa  dichiarazione celebrerà il suo successo politico mediante lo sgombero, prima di una donna senza casa accampata in una tenda, e, successivamente, di alcuni militanti politici intervenuti a esprimere la propria solidarietà alla donna. Anzi, non soltanto lo sgombero di quest’ultimi, ma addirittura il loro arresto per resistenza a pubblico ufficiale.

Già lo scorso 25 agosto i vigili urbani avevano tentato di convincere la donna ad andarsene, obbligandola a rimuovere la tenda. L’indomani lei però è tornata nel medesimo posto ed ha esposto uno striscione contro il TSO. Due giorni fa a lei si sono uniti, in solidarietà, alcuni ragazzi del Pinelli, esponendo a loro volta uno striscione, questa la loro colpa.

In conclusione, se è forse superfluo soffermarsi sulla miseria umana che certe morali svelano, risulta doveroso essere grati a coloro che hanno mostrato umanità in questa triste vicenda: quei militanti del Pinelli che, a quanto apprendiamo, hanno sacrificato la propria libertà personale a favore di una causa da cui avrebbero potuto tenersi lontani e che si ritrovano così agli arresti domiciliari. Ricordando che durante il blitz, al quale lei non ha opposto resistenza, i ragazzi, invece, hanno protestato con forza.

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