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La Rai porta in tv “COSE nostre”: la storia di cinque cronisti finiti nel mirino delle mafie

di / 0 Commenti / 192 Visite / 16 gennaio, 2016

capezzutoSabato scorso, 9 gennaio 2016, alle ore 23.30, è andata in onda su Raiuno la prima puntato di “COSE Nostre”, la struggente storia di cinque cronisti italiani finiti nel mirino delle mafie.

La prima puntata, dedicata al “nostro” Arnaldo Capezzuto, giornalista napoletano de “Il Fatto Quotidiano”, ha portato le telecamere della rai lungo i vicoli di Forcella, la “sua” Forcella.

È lì che attecchisce in maniera più prolifera il suo impegno professionale ed è lì che ha origine il suo calvario. Lì, a Forcella, nel regno di Luigi Giuliano. Lì, Arnaldo, ha visto e raccontato da vicino l’ascesa e la caduta del boss chiamato “‘O Re”, per molti un benefattore che intorno a un universo di traffici ha creato una rete di welfare parallelo, capace di regalargli un consenso da prosindaco e coperture inossidabili per una latitanza domestica.

Lì la stella di Giuliano si è anche offuscata mentre Napoli diventava un campo di battaglia con la faida di Scampia innescata dagli scissionisti.

Lì è morta Annalisa Durante, 14 anni, colpita a morte in un agguato che aveva per obiettivo il nipote del boss. Una vittima innocente della guerra di camorra, esattamente come Maikol Giuseppe Russo, parimenti ucciso da un proiettile vagante lo scorso 31 dicembre, in piazza Calenda, lì, a Forcella.

Capezzuto ripercorre la sua vicenda con l’acume e la sensibilità del “cronista scalzo” ponendo l’accento su una delle sfumature più toccanti che Forcella, oggi, è in grado di esibire: la biblioteca dedicata ad Annalisa Durante gestita dal padre.

Il programma proseguirà per altri 4 sabato – sempre su Raiuno – nella seconda serata tv, ma a notte ancor più inoltrata, perché preceduto dal nuovo show di Massimo Ranieri “Sono o son desto 3”.

L’orario della messa in onda rappresenta senza dubbio un elemento fortemente penalizzante per una trasmissione che ha ricevuto critiche molto positive.

E allora la Rai ha deciso che il programma giornalistico andrà in replica a marzo, di sabato pomeriggio. Giancarlo Leone, direttore della Prima Rete, afferma: «E’ giusto che un prodotto di così alto livello arrivi al maggior numero di persone possibili, per questo lo riproporremo alle 17».

E “Cose Nostre” si toglie anche una piccola soddisfazione. Per replicare le sue cinque puntate, RaiUno rinvierà le cinque puntate già previste di “Passaggio a Nord Ovest”, programma assai popolare di Alberto Angela.

I giornalisti sotto scorta, che la trasmissione racconta, sono: Arnaldo Capezzuto (Il Fatto Quotidiano), Michele Albanese (Il Quotidiano del Sud), Amalia De Simone (Corriere.it), Pino Maniaci (Telejato) e Giovanni Tizian (l’Espresso).

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