Il nuovo modo di leggere Napoli
video

Video-Intervista a Rosa: una bambina di 5 anni, malata di leucemia e senza una casa

by / 0 Comments / 2289 View / 12 luglio, 2017

il-mio-filmato-98-copia I calzari sono necessari per varcare la porta dell’appartamento del “nuovo Rione De Gasperi” di Ponticelli dove Rosa e la sua famiglia temporaneamente vivono. Una casa concessa in prestito da un parente, quando alla piccola è stata diagnosticata la leucemia.

Nessun medico, fin qui, è stato in grado di stabilire con precisione se ci sia un nesso tra l’insorgenza della patologia e le condizioni igienico-sanitarie in cui Rosa ha vissuto durante i primi cinque anni della sua vita, nel sommesso appartamento dell’Isolato 27 del “vecchio” Rione De Gasperi, un tempo roccaforte del clan Sarno e oggi terra di nessuno, degradata e martoriata dallo scempio introdotto dalla tumulazione degli alloggi assegnati, per evitarne l’occupazione abusiva.

Un isolato quasi interamente sfollato, quello in cui erano rimasti a vivere Rosa, la sua sorellina di due anni e i suoi genitori, Gianluca e Rosaria, che in quanto occupanti senza titolo in attesa della sanatoria del 2010, non possono vedersi assegnare un alloggio di proprietà del comune. Eppure, vivere tra i disagi che l’insorgenza delle “case murate” ha concorso a creare, compromettendo una situazione di per sé degradata, diventa ogni giorno più difficile, così come dimostra la documentazione che i genitori di Rosa mostrano con rabbia e amarezza.

wp_20170710_21_13_54_pro-2 L’11 luglio del 2016 l’Asl, in visita nell’appartamento in cui viveva Rosa con la sua famiglia, rilascia una documentazione in cui certifica di aver riscontrato delle condizioni igienico-sanitarie nocive per la salute degli abitanti: ampiezza dell’alloggio insufficiente per il numero di abitanti, preponderante presenza di muffa e umidità, unitamente alle infiltrazioni di acqua e liquami derivanti da perdite insorte nell’appartamento adiacente, uno di quelli tumulati in seguito all’assegnazione degli alloggi per evitarne l’occupazione abusiva.

wp_20170710_21_14_07_pro-2 Il 27/10/2016 i Vigili del Fuoco dichiarano   wp_20170710_21_14_19_pro-2inagibile l’appartamento dell’isolato 27 in cui vivono Gianluca, Rosaria e le loro due bambine.

Da quando, nel marzo del 2016, è stata diagnosticata la leucemia a Rosa, i suoi genitori non hanno mai smesso di lottare e continuano a farlo ancora, in attesa di una risposta che, fin qui, tarda ad arrivare da parte del Comune di Napoli.

wp_20170710_21_14_35_pro-2 Tantissime le lettere inviate a Palazzo San Giacomo, sia al sindaco de Magistris che  wp_20170710_21_14_55_pro-2 all’assessore al Patrimonio, Enrico Panini. Quando, lo scorso marzo, il sindaco di Napoli partecipò alla cerimonia di riapertura del parcheggio di via Argine a Ponticelli, a pochi metri di distanza dal rione in cui si sta consumando il dramma di Rosa, suo padre Gianluca si recò lì, sperando di riuscire a riporre tra le mani di de Magistris una nota riassuntiva della sua situazione, ma si vide liquidare frettolosamente.

Mentre continua il calvario di Rosa che trascorrerà quest’estate tra l’ospedale e quella casa che sa che non le appartiene, sognando un mare che non potrà nemmeno vedere da lontano, i suoi genitori vivono nel terrore che il parente che gli ha prestato quell’alloggio, bussi alla loro porta per riprenderne possesso.

E che fine faranno Rosa e i suoi genitori?

Al comune di Napoli la risposta.

 

Il tuo commento

Email (non sarà pubblicata)