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Ecologia digitale: come tenere pulito il proprio Mac

di / 0 Commenti / 10 Visite / 29 giugno, 2020

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La maggior parte dei tutorial presenti sul web che si occupano di manutenzione dei personal computer si concentrano su operazioni da effettuare quando questi sono già sotto attacco di virus, malware e ransomware. Come se il problema della manutenzione fosse qualcosa che ci riguardasse solo a danno avvenuto. In realtà, a fare la differenza nella determinazione della longevità di un computer è soprattutto la manutenzione ordinaria, ovvero quella che tutti noi, chi più chi meno, tendiamo a trascurare. Evidentemente, trattandosi di una routine da ripetere con cadenze molto strette (almeno settimanali, se non quotidiane), essa induce alla noia e al senso di ripetitività. Al tempo stesso, tuttavia, può evitare la maggior parte dei danni che possono scaturire da una prolungata trascuratezza.

Sono soprattutto i Mac a soffrire di questa reiterata incuria. Sarà per via dell’errata convinzione che i Mac “si puliscano da soli”, in virtù del nutrito pacchetto di tool di controllo e aggiornamenti dei software di sicurezza che Apple mette regolarmente a disposizione dei suoi clienti; o forse sarà per via dell’aspetto solitamente pulito dello schermo, con file, cartelle e registri perfettamente ordinati. Ma è proprio in quell’ordine apparente che si nascondono le insidie maggiori. Come gestirle e soprattutto evitare che si trasformino in danni per il sistema operativo? Semplice: eseguendo periodicamente alcune semplici operazioni. Di seguito le principali.

  • Controllare i programmi installati. Alcuni potranno essere vetusti e/o inutilizzati da tempo, altri potrebbero essere – o sono già stati – rimpiazzati da omologhi più performanti. Tra di essi, potrebbero annidarsi software che si avviano in concomitanza con l’avvio del computer, rallentando il raggiungimento del pieno regime operativo dello stesso. Individuare questi programmi e provvedere alla loro disinstallazione rappresenta il primo passo per alleggerire la RAM.
  • Svuotare il cestino. Operazione tanto semplice quanto spesso trascurata. Anche i file contenuti nel cestino occupano spazio, e alla lunga possono appesantire la macchina.
  • Svuotare la cache. La cache è un agglomerato di file temporanei che il computer conserva per agevolare e velocizzare il caricamento delle pagine web. Ad esempio, le immagini contenute nella homepage di un sito vengono salvate temporaneamente sul terminale, in modo tale che la volta successiva in cui l’utente visiterà il medesimo indirizzo non ci sarà bisogno di caricarle nuovamente. Ovvio che, utilizzando la maggior parte di noi il computer con cadenza quotidiana, e avendo ciascuno un portfolio più o meno ricco di siti web che consultiamo abitualmente, la natura “temporanea” di questi file è puramente ipotetica. Svuotare la cache potrà rallentare di qualche microsecondo il caricamento di una pagina, ma agevolerà di molto lo svolgimento dell’ordinaria amministrazione. I metodi per effettuare l’operazione di pulizia sono diversi, e in rete sono disponibili dei tutorial oltremodo dettagliati a riguardo. Ecco di seguito dove trovare uno dei più esaustivi, cleanmymac.
  • Eliminare o bloccare le estensioni inutilizzate. In tutti i browser che utilizziamo ci sono delle estensioni che possono esserci utili per determinate funzioni (ad esempio vedere dei video in un determinato formato), e altre che non usiamo se non in particolari occasioni, ma che teniamo sempre in stand-by, dunque pronte all’uso e pertanto incidenti sulla RAM del computer. L’esempio più classico sono i tool per le traduzioni in lingue che normalmente non adoperiamo. Disattivare – o addirittura eliminare del tutto, in caso di comprovata inutilità – queste estensioni renderà la navigazione sul web molto più fluida, e al tempo stesso eviterà di stressare in maniera esagerata l’hardware del computer, causando rallentamenti e/o surriscaldamenti.

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