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“SNIP-Nati Periferici”: Francesco Uccello, “Il piccolo principe” di Ponticelli

di / 0 Commenti / 138 Visite / 27 agosto, 2020

118296593_140172124418541_3578373586547021159_oContinua il nostro viaggio alla scoperta della storia degli “Snip-Nati periferici”.

Oggi vi proporremo la storia di Francesco Uccello.

Napoletano doc, classe 1973, cresce a Ponticelli, periferia est della città dove vive ancora oggi con la sua famiglia.

“A dire il vero sono cresciuto in una zona di campagna del quartiere dove non c’era quasi niente, e quelli che abitavano, per così dire, al centro mi prendevano in giro. C’è sempre qualcuno pronto a sottolineare, in un modo o nell’altro, la tua origine…anche se quella era una guerra tra poveri”.

Dopo aver studiato chitarra classica, frequentato il Liceo, quel Calamandrei che poi hanno costruito proprio in una delle campagne di fronte casa sua, e suonato Pino Daniele anche nella chiesa dove seguiva gruppi di ragazzi, si iscrive a Lettere Moderne alla Federico II con qualche difficoltà.

“Era una facoltà per le ragazze e mi mancava il coraggio, così mi iscrissi prima a Giurisprudenza dove riuscì a dare solo Filosofia del diritto. Per il resto non capivo nulla. Però mi dissi: Chi nun ten o coraggio nun se cocc’ che femmine bell’. E così cambiai facoltà dove a proposito di femmine il rapporto numerico era di 1 a 100”.

Nel 1994 parte per il servizio di leva. 12 mesi trascorsi a Venezia presso i Lagunari, un corpo speciale che si addestrava insieme con il Battaglione San Marco. “Beh è un passaggio della mia vita degno di nota, non perché sia stato in un reparto di pazzi che non avevo scelto se non per aver indicato durante i famosi tre giorni che amavo il mare, né perché era un posto di razzisti, truffaldini e ignoranti, ma perché lì ho conseguito il mio primo brevetto subacqueo che mi ha aperto la possibilità di avere un punto di vista sul mondo sommerso e di scoprire i fondali della mia amata Ustica dove ho lavorato come istruttore per diversi anni e dove trascorro le mie vacanze ogni anno”.

Nel 1997 frequenta il primo corso per Educatore di strada organizzato dall’Università Federico II sotto la direzione della prof. Elisa Frauenfelder e nel 1999 inizia a lavorare per la cooperativa sociale Terra e Libertà che ancora oggi si occupa di infanzia e adolescenza a Napoli e in provincia.
Sono anni di grande impegno sociale a stretto contatto con ragazzi e famiglie in difficoltà, ma anche con educatori da formare e progetti da scrivere.

Nel 2004 è parte integrante della realizzazione del centro socioeducativo “Il Piccolo Principe” che nasce a San Giovanni a Teduccio per essere un presidio permanente sul territorio senza dover sottostare alle intermittenze dei finanziamenti pubblici e che riceve nel 2009 una medaglia di riconoscimento dal Presidente della Repubblica Italiana per il lavoro svolto.
Nello stesso anno pubblica il libro per ragazzi “Il Signore dei colori”, un viaggio nella carta internazionale dei diritti dell’infanzia edito da L’Isola dei ragazzi.

“Lavorare con i bambini e gli adolescenti ha allenato la mia creatività e soprattutto il mio linguaggio. Spesso quando tornavo a casa, dopo giornate dure per la fatica di dover gestire emozioni molto forti, scrivevo un piccolo racconto dissacratorio. Era un modo per sfogarmi, ma anche per riderne con i miei amici soci di cooperativa. Nessun altro ha letto quei racconti, per fortuna”.

Nel 2007 diventa padre di Davide e nel 2009 di Dario. Nel giro di quindici mesi viene investito da un ciclone e così per non “impazzire completamente” apre nel 2010 il blog Motelospiegoapapà che è un modo ironico ma soprattutto uno sfogo, per parlare di famiglia dal punto di vista maschile.

Il blog cresce in termini di visite mensili e anche sui social inizia ad essere notato. Nel 2011 il sito Style.it (poi assorbito da Vanity Fair) gli affida una rubrica. Nel 2013 pubblica per TEA il libro Mo te lo spiego a papà e nello stesso anno il settimanale cartaceo GIOIA gli propone una collaborazione per una rubrica che durerà quattro anni.
Intanto collabora come giornalista con alcune riviste del gruppo Hearst e Mondadori.

Nel 2016, dopo due anni di lavoro, va in onda su RAI 3 il programma tv “Chiedi a papà” ideato da lui, prodotto dalla Indigo Film e scritto con Ivan Cotroneo, Alessandro Rossi e Giulia Gianni.

“Un giorno ero da solo a lavorare in quella che alla Indigo era la stanza di Paolo Sorrentino. Mi guardavo intorno, c’erano delle vecchie foto e il manifesto del film La grande bellezza. Mi veniva da piangere, ero felice. Ricevere la fiducia di qualcuno che investe su una tua idea è una cosa potente. Per questo ringrazierò sempre Ivan Cotroneo e Francesca Cima che sono stati i primi. Logicamente lo farò anche con chi vorrà produrre una mia serie tv oppure un film, sono tutte cose già scritte”.

Dal 2018 è docente precario di Letteratura Italiana alla scuola secondaria di primo e secondo grado.
Ad Ottobre 2019 è uscito il suo primo romanzo, Lo Scarabeo, edito da ad est dell’equatore, storia di un ragazzino di periferia alle prese con l’amore, l’amicizia e un’agenzia che, sotto la copertura di un’impresa di pulizie, seleziona e forma profili per clienti particolari.

Ad Aprile 2020 ha creato il Podcast “Fuoco Domestico”: perché per parlare di vita familiare le parole devono bruciare dentro… altrimenti non lasciano il segno.

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