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“Il giallo di Natale”: 26enne in fin di vita a Forcella

di / 0 Commenti / 117 Visite / 26 dicembre, 2014

20141225_86857_z6Ancora Forcella, ancora spari, ancora proiettili vaganti, ancora una vittima inconsapevole della cruenta e becera follia criminale.

Un polacco di 26 anni, la sera della vigilia di Natale, durante la notte in cui, più di sempre, nell’aria dovrebbero aleggiare pace e serenità, è giunto all’ospedale Loreto mare con profonde ferite alla testa ed tuttora ricoverato in imminente pericolo di vita. Il giovane, Giorgi Gorgadze, è stato trasportato all’ospedale di via Marina da un’ambulanza del 118 chiamata dalla convivente: la donna, originaria della Georgia, ha riferito alla Polizia di Stato che Giorgi era stato poco prima colpito alla testa, mentre era seduto sul divano della loro abitazione.

L’uomo è stato colpito da un proiettile che si è fermato proprio al centro del cranio. Secondo quanto si è appreso, l’attività celebrale del giovane è assente. Al suo capezzale non ci sono parenti. La convivente ha preso parte ai sopralluoghi disposti dalla Polizia di Stato nell’ambito delle indagini, nell’abitazione della coppia, che si trova al quarto piano di un edificio di vico Zite, a Forcella. Lì, sul divano, almeno secondo la versione fornita dalla donna, Gorgadze sarebbe stato colpito.

Alcuni bossoli di pistola sono stati trovati dalla Polizia proprio nel vicolo sul quale si affaccia il palazzo in cui abita Giorgi insieme alla sua convivente.

Le condizioni del giovane, ricoverato nel reparto rianimazione dell’ospedale Loreto Mare, sono molto gravi. Malgrado tutte le ipotesi rimangano ancora in piedi, sembra prendere forza quella che vede Giorgi vittima di un colpo di pistola vagante.

Comunque è ancora al vaglio degli inquirenti la versione dei fatti fornita dalla donna, che presenta alcuni aspetti ancora da verificare.

Qualora così fosse, la notte del Natale ormai trascorso, ci ha lasciato tristemente in dono un altro amaro verdetto: quella parte di Napoli, “incapace di far festa” è ancora viva, a discapito di un “rappresentante sano” dell’umanità.

 

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