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Omicidio Loris: La lettera di Veronica al figlio

di / 0 Commenti / 114 Visite / 30 novembre, 2015

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E’ già trascorso un anno senza il piccolo Loris, e nella giornata di domenica 29 novembre, 12 mesi esatti dalla morte del piccolo, tutto il paese di Santa Croce Camerina ha voluto ricordarlo: una targa a scuola, il coro dei bambini che intonavano la canzone a lui dedicatala, una processione in suo ricordo. Nel frattempo resta in carcere, con l’accusa di averlo ucciso e di averne occultato il cadavere, Veronica Panarello, la mamma del bambino di otto anni.

Ed è proprio in quest’ultimo periodo, un anno dopo la scoperta del cadavere del piccolo, che Veronica Panarello ha iniziato a fare le prime ammissioni, ricordando che inizialmente aveva sempre negato di aver avuto a che fare con l’omicidio, insistendo piuttosto sul fatto che lei, quella mattina del 29 novembre 2014 lo aveva accompagnato a scuola come sempre.

Nel luogo del ritrovamento del corpo, oggi ci sono biglietti della mamma e del nonno Francesco Panarello. Il quotidiano il Tempo ha riportato le parole della mamma Veronica Panarello accusata di averlo ucciso: “Cucciolo di mamma”, così inizia la lettera, “Sono passati 12 lunghi interminabili mesi e non passa ora, minuto e attimo in cui penso a quando eravamo felici, a come giocavamo insieme, quando correvi e venivi in braccio a me e tutto felice mi riempivi di baci ed io ti abbracciavo forte forte“, scrive. “La tua mancanza si fa ogni giorno più atroce, non vivo più da quel maledetto 29 novembre… la mia vita ha finito di esistere per sempre. Prego la Madonna, lei che è la nostra mamma, la mamma di tutti gli uomini, di darmi la forza di andare avanti in questo mio calvario e prego soprattutto per te, amore mio, di essere sempre vicino a me, a Diego e al tuo papà. Ti amo di un bene infinito: la tua mamma“, conclude.

La lettera arriva a brevissima distanza dalle prime ammissioni della donna, quando ha confessato di non averlo portato realmente a scuola, durante un colloquio con il marito avvenuto lo scorso 17 Novembre. E proprio dopo queste dichiarazioni, un nuovo sopralluogo è stato deciso dagli inquirenti. Perché Loris Stival sarebbe morto mentre giocava con le fascette elettriche che lo hanno strangolato. Sarebbe questa la nuova versione della Panarello riferita a investigatori e magistrati di Ragusa.

Questa rivelazione  improvvisa, insieme alle altre versioni poi smentite dalla donna sulla morte del figlio, hanno convinto gli investigatori che sia lei l’assassina e che sempre lei abbia gettato il cadavere del piccolo in un canale.

Sono confusa, ho tante cose che mi girano per la testa”, dice al marito durante l’ultimo incontro, ma di una cosa è fermamente convinta la donna: “Non l’ho ucciso io. Non avevo nessun motivo per farlo”.

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