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Bomba carta danneggia due negozi a San Sebastiano al Vesuvio: camorra alla ribalta nei comuni dell’entroterra vesuviano

di / 0 Commenti / 916 Visite / 10 febbraio, 2018

3539867_0711_whatsapp_image_2018_02_10_at_01-49-07-jpg-pagespeed-ce_-thxq3pyzayDopo un lungo periodo di silenzio, la camorra irrompe nella quiete di San Sebastiano al Vesuvio con un forte boato che nella tarda serata di venerdì 9 febbraio ha allertato e spaventato i residenti in via Gramsci.

Un potente ordigno ha infatti mandato in frantumi le vetrate della farmacia Finelli, danneggiando anche la saracinesca di un’agenzia immobiliare. Le insegne di entrambi gli esercizi commerciali sono state danneggiate.
Danni anche a due auto in sosta e al palazzo adiacente, dal quale si sono staccati alcuni calcinacci.
Sul posto i carabinieri della stazione di San Sebastiano al Vesuvio.
Stando a quanto trapelato dalle prime indagini, il vero obiettivo del raid potrebbe essere l’agenzia immobiliare che infatti ha riportato i danni più ingenti. Pochi dubbi sulla matrice camorristica dell’episodio secondo gli inquirenti: dietro l’esplosione della bomba carta ci sarebbe l’ombra del racket.

Fonti investigative spiegano che l’entroterra vesuviano, quindi i comuni di San Sebastiano al Vesuvio, Pollena Trocchia e Massa di Somma, negli ultimi due anni sono diventati oggetto di disputa tra diversi clan operanti sul territorio.

Complice la florida condizione economica delle attività commerciali presenti in quei comuni, prettamente abitati da famiglie blasonate e benestanti, oltre che il vuoto di potere derivante dal declino del clan Sarno di Ponticelli, quei comuni sono finiti nell’occhio del ciclone e sembrano far gola a diversi pretendenti.

La criminalità locale sta cercando di riorganizzarsi e dopo una fase iniziale in cui ha preferito muoversi in un clima di calma apparente, negli ultimi tempi sta optando per segnali ben più plateali ed eclatanti, come il raid della scorsa notte.

Le organizzazioni criminali in declino necessitano di soldi per rimettersi in corsa, ragion per cui ritornano alla ribalta le estorsioni agli esercizi commerciali.

La tranquillità sopraggiunta con la fine dell’era dei Sarno di Ponticelli e dei Vollaro di Portici, pare sia terminata con il ritorno sulla scena di criminali legati al clan Arlistico-Terracciano di Pollena Trocchia e al gruppo Piscopo di Massa di Somma. Organizzazioni dedite al racket e allo spaccio di sostanze stupefacenti che non disdegnano il controllo delle attività economiche di piccola-media entità.

Un raid analogo a quelli avvenuti nel vicino comune di Cercola durante il mese di dicembre. A finire nel mirino della camorra furono una palestra e un’agenzia immobiliare, anche in quel caso. Pura fatalità o potrebbe esserci un collegamento tra i due raid?
Anche in quel caso, una bomba carta provocò ingenti danni alla serranda dell’attività e frantumò i vetri.

Fonti investigative riferiscono che nei comuni confinanti con Ponticelli è in atto una spartizione del territorio che coinvolge più clan: a far gola è senza dubbio il business del pizzo, ma anche richieste estorsive legate ad altri interessi, come la tangente da corrispondere alla camorra da parte di chi pratica tutti i tipi di traffici ed attività illecite. Dietro uno dei raid avvenuti a Cercola sul finire del 2017 vi sarebbe proprio questo movente.

Dietro il raid della scorsa notte a san Sebastiano, quindi, si celerebbe il chiaro l’intento di intimorire i commercianti, da un lato, e di inviare un messaggio altrettanto esplicito ai clan rivali, dall’altro.

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