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I piatti da assaggiare assolutamente in Cilento

di / 0 Commenti / 964 Visite / 15 luglio, 2016

thDopo i piatti tipici della Sicilia e quelli della Calabria, oggi è la volta dei piatti tipici del Cilento, subregione che si estende nella zona meridionale della Campania e riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Il Cilento si può designare come il luogo di nascita della cucina mediterranea, sviluppatasi anticamente grazie alla vasta scelta di prodotti offerti dal territorio. Come la cucina calabrese, anche quella cilentana è una cucina di origini povere che non ammetteva sprechi. Le sue tradizioni culinarie affondano sin nella cultura magno-greca che  ancora oggi ha lasciato tracce in alcuni piatti (come ad esempio la cuccìa).

Ma senza indugi, ecco la selezione dei piatti del Cilento che vi proponiamo oggi:

  • Maracucciata: uno dei piatti dalle origini più antiche, proveniente da Lentiscosa; una polentamaracuoccio-polenta a base di “maracuoccio”, il piccolo legume dalla forma irregolare e somigliante ad un sassolino. Questo piatto veniva cucinato in una pentola di rame, chiamata “cavurara”, ed era mescolata per tutto il tempo di cottura con il “ruozzolo”, bastone di legno. Essendo un piatto molto povero, a base di acqua, farina e maracuoccio, fu particolarmente apprezzato in tempo di guerra.
  • Cuccìa:  piatto che affonda le sue origini nella Magna Grecia, il nome deriva infatti dal greco “kykeon” che voleva dire miscuglio, di fatti è un insieme di legumi conditi con olio e sale. Questo piatto fa parte del folklore del luogo, tanto che a Casaletto Spartano, ogni 1° maggio, un gruppo di ragazzi va in giro per le case a chiedere dei legumi, che vengono poi cotti a casa separatamente, e la sera riunitisi tutti nella piazza del paese, vengono messi tutti insieme in una caldaia e successivamente conditi.
  • Cavatielli con il ragù: i cavatielli sono una pasta fresca a base di acqua e farina, chiamati così per la cavatura che si ottiene mediante la pressione delle dita sulla pasta. Vengono conditi con un ragù di carne di maiale e ricoperti con formaggio caprino o cacioricotta cilentana.
  • Spaghetti alle patelle: questa è una ricetta molto diffusa a Castellabate. Gli spaghetti vengono conditi, invece che con vongole e cozze, con le patelle, facilmente reperibili sulle coste cilentane, i pomodori, peperoncino, aglio, un bicchiere di vino bianco e sale.
  • Cicci ammaretati: un’altra ricetta povera, costituita da una zuppa di legumi (ceci, lenticchie, mais, frumento, borlotti, cannellini e castagne) che avanzavano ai contadini e che quindi “ammaretavano” (sposavano) insieme.
  • Alici in tortiera: ricetta a base di alici di menaica, di cui il nome deriva dalle imbarcazioni, Le Menaidi, con cui anticamente si pescavano. Ad uno strato di alici, pulite e spinate, si sussegue un altro di pangrattato e prezzemolo e così via.
  • Acqua cecata: piatto poverissimo, costituito da una fetta di pane bagnata con pomodorini, aglio, olio e un’acciuga salata.
  • Ciambotta: piatto a base di verdure (di solito patate, melanzane, pomodori, peperoni, peperoncino, cipolla, erbe aromatiche) che vengono soffritte in un pentolino e servite tiepide o fredde.
  • Coniglio ‘mbuttunato: coniglio, soffritto in olio d’oliva e sfumato con un bicchiere di vino bianco,  ripieno di formaggio, fegatini soffritti e spezzettati, uova, pane macinato, prezzemolo.
  • Pizza chiena: pizza ripiena preparata in occasione della Pasqua, farcita con salumi e formaggi.
  • Viccio cu l’uovo: sempre in occasione della Pasqua viene consumata questa treccia di pane bianco in cui viene innestato un uovo sodo. La forma dovrebbe ricordare un bambino in fasce.
  • Scauratielli: dolce prelibato che si consuma durante le festività natalizie, costituito da farina, vermouth, rosmarino, cannella miele e acqua.CASTAGNOLE
  • Castagnole: consumate durante il Carnevale, le castagnole sono dei dolcetti squisiti, che possono essere ripieni di cioccolata, ricotta, crema, panna o castagnaccio. La pasta è impastata con farina, uova, zucchero, limoncello, burro e lievito, e viene poi fritta a forma di pallina in abbondante olio.

 

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