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Pastiera, tradizionale o rivisitata? È braccio di ferro tra pasticcieri napoletani

di / 0 Commenti / 757 Visite / 16 aprile, 2017

pastiera-2 Napoli si appresta ad intascare l’ennesima Pasqua da record, secondo quanto rivelano i primi dati di Federalberghi e alcune classifiche di settore.
“Boom di presenze a Napoli, soprattutto stranieri. Torna anche il turismo di qualità, con gli alberghi di lusso del lungomare dalle camere tutte occupate, tranne che per alcune suite da 5mila euro a notte nello storico ‘Vesuvio’ che ha ospitato dal tenore Enrico Caruso al presidente americano Bill Clinton.”
Napoli quest’anno registra il 90% delle stanze occupate, più del 10% rispetto allo scorso anno e conquista il quarto posto tra le città italiane scelte come meta di soggiorni pasquali.
E, come sempre nel periodo pasquale, regna sovrana la pastiera, la torta di ricotta e grano tipica delle festività pasquali, ora però declinata in molte varianti innovative.
Dopo l’introduzione della “pizza gourmet” che tanto ha fatto infuriare i pizzaioli napoletani legati alla tradizione, ora tocca alla pastiera, uno dei dolci napoletani più tipici e “classici”.

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Nel rispetto di un trend che porta chef ed esperti del settore della gastronomia a sperimentare e proporre varianti di  big_cf0808061c1042d2d528905bbc05d4a2gusto sempre nuove, diversi i pasticcieri che non hanno risparmiato la  hd650x433_wmpastiera, proponendola in versioni rivisitate che hanno scatenato le ire dei colleghi più propensi a preservare la tradizione.
Un involucro friabile in pastafrolla, farcito con un morbido ripieno di ricotta, grano bollito nel latte, frutta candita, uova e zucchero e l’inconfondibile aroma dell’acqua di fiori d’arancio. Questi i caratteri inimitabili di una delle più tradizionali ricette campane: la pastiera, un dolce pasquale che però piace tanto da essere venduto nelle pasticcerie durante tutto l’anno.

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La tradizione vuole che sia preparata il Giovedì Santo, al più tardi il Venerdì, perché possa riposare e impregnarsi degli aromi dei suoi ingredienti. Ogni famiglia custodisce gelosamente la propria ricetta, per cui se ne possono trovare oltre 10.000 varianti, tra cui quelle fatte con riso e orzo al posto del grano, strutto invece del burro, crema pasticcera nel ripieno.

photo-max_54c9f4f3fb5ab96de200028f
unico-restaurant-desiprodaccion-pastiera-napoletanaLe versioni più “moderne” propongono la pastiera al cioccolato, alle mandorle o alle stratificazione-di-pastiera-napoletana-631x480 fragole, con gelato e con i biscotti che sostituiscono la pastafrolla, in versione semifreddo, servita in monoporzioni tipiche della nouvelle cuisine.
Se è vero che la colomba è andata incontro a questa tendenza già da diverso tempo, abbracciando svariate e fantasiose farciture, tanto da far apparire “superata” la versione classica, con cedro e canditi, è altrettanto vero che il new look della pastiera, per i pasticceri più conservatori, è apparso come uno schiaffo alla tradizione che ha ferito l’orgoglio di coloro che si battono per tramandarla inviolata e invariata.
Come già è accaduto quando i pizzaioli hanno iniziato a sbizzarrirsi ornando le pizze con primizie e prodotti ben lontani dalla semplicità della classica Margherita, innescando polemiche che si sono protratte per mesi e mesi, anche “il caso pastiera” non sarà da meno.

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